Autunno in Barbagia 2025: Il 22 e 23 novembre torna Autunno in Barbagia 2025, uno degli appuntamenti più attesi per chi desidera esplorare il cuore autentico della Sardegna. In questa tappa, i riflettori si accendono su Ollolai e Atzara, due paesi ricchi di storia, tradizioni e testimonianze millenarie.
Attraverso percorsi culturali, archeologici e artistici, i visitatori potranno immergersi nelle radici più profonde della Barbagia.
Ollolai: viaggio tra archeologia, arte e antiche tradizioni
Ollolai offre un percorso suggestivo tra storia e identità. Infatti, il territorio custodisce tracce preziose della preistoria e dell’antica civiltà nuragica.
Nel parco archeologico sul monte San Basilio è possibile fare un tuffo nella preistoria tra ripari sotto roccia e tombe ricavate nei tafoni.
Il riparo sotto roccia di Sa Conca Frabica conserva ben sette strati di scavo archeologico che testimoniano l’uso ininterrotto a partire dal Neolitico medio fino all’ età del Ferro . Il luogo era utilizzato per deporre i defunti, accanto ai quali veniva posto un corredo funerario, costituito soprattutto da oggetti in ceramica ma anche in bronzo e ossidiana.
Nelle vicinanze si trova l’ antica chiesa di San Basilio che si ritiene sia stata edificata dai monaci basiliani in epoca bizantina. Dopo i rimaneggiamenti del ’900, rimane traccia della costruzione originale nei conci di trachite riutilizzati, in seguito, per la costruzione dei tipici alloggi per i pellegrini che circondano le chiese campestri sarde.
Esplorando il territorio intorno alla chiesa si possono scorgere i resti di un antico villaggio nuragico.
Dell’antica civiltà sarda si conservano tracce nei nuraghi di Loai, Talaighe, Legunnoro e Palai.
Non può mancare una passeggiata lungo le vie del centro; qui si affacciano le tipiche case a due piani costruite con conci in pietra, spesso in granito.
Nella piazza principale si trova la chiesa parrocchiale dedicata a San Michele . Al suo interno si conservano tracce dell’edificio originario realizzato in stile gotico aragonese, inoltre si possono ammirare alcune tavole del pittore Carmelo Floris . L’artista ha trascorso la sua gioventù ad Ollolai dedicando molte sue opere alle scene di vita quotidiana e alle feste; sono famosi i suoi ritratti alle donne ollolaesi dipinte con i loro splendidi abiti tradizionali.
Tra le altre produzioni tipiche spicca quella dei cestini di asfodelo : l’abilità delle maestre cestinaie di Ollolai è rinomata in tutta l’Isola. Per testimoniare questa importante produzione è stata istituita la Mostra Storica de s’iscrarionzu , un museo dedicato all’intreccio e a tutte le fasi della lavorazione dell’asfodelo in piazza Marconi.
Nelle numerose feste che scandiscono il passaggio del tempo è possibile assistere agli incontri di un’ antichissima lotta che dal 1995 è entrata nella federazione delle lotte celtiche: s’istrumpa . Questa disciplina risalirebbe al periodo nuragico come testimoniato da alcuni bronzetti dell’epoca: si tratta di uno scontro corpo a corpo in cui i lottatori, denominati gherradores, devono stringersi in una precisa posizione delle braccia e cercare di far toccare terra alle spalle dell’avversario.
PROGRAMMA: Autunno in Barbagia 2025 – Ollolai
Atzara: il paese della luce e dei colori
Atzara è uno dei borghi più affascinanti della Barbagia di Belvì, noto per il suo legame con l’arte e per la ricchezza del suo patrimonio architettonico.
Paese della luce e dei colori che ispirarono i pittori costumbristi spagnoli nel primo Novecento, Atzara conquista il visitatore con le sue preziose meraviglie.
Dalla via principale si diramano le contorte stradine dei quartieri più antichi del centro storico. In un labirinto di vicoli si scoprono piccoli gioielli del passato: case d’epoca medievale, costruite in granito e trachite, con porte e finestre arricchite da cornici di tradizione sardo-ispanica, alcune delle quali conservano i rilievi in stile tardo gotico, opera dei bravi artigiani locali che scolpivano la pietra chiamati picapedres.
Agli stretti spazi delle vie si contrappongono le aperture delle piazze in cui si trovano le chiese. La più antica è quella di San Giorgio di cui si ha notizia già agli inizi del XIII secolo; si presenta come un piccolo edificio ad una sola navata con una facciata in pietra liscia sormontata da un campanile a vela. La chiesa più bella del paese è la parrocchiale di Sant’Agostino costruita tra il XVI e il XVII secolo in forme tardogotiche; presenta una facciata in tipico stile isolano, impreziosita da un grande rosone sopra il portale e terminante con una cornice si cui poggiano i merli e la croce in trachite.
Tutt’intorno alla chiesa si trovano le vecchie case caratterizzate da alte mura interrotte da portoni che si aprono su cortili o loggiati. Tra queste spicca il palazzo dei conti di San Martino in cui nel XVII secolo soggiornarono i feudatari, per questo definito “de su conte”; all’interno della corte conserva un pozzo con cupola originale ricoperta di maioliche.
Nella piazza dedicata al grande pittore spagnolo Antonio Ortiz Echagüe si affaccia il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea a lui intitolato. L’artista fu uno dei numerosi maestri d’arte, internazionale e sarda, che si stabilirono nel centro attratti dagli splendidi abiti tradizionali e dalle manifestazioni popolari. La collezione museale custodisce un’ampia varietà di opere che documentano le diverse tendenze artistiche del XX secolo.
A pochi chilometri a est e a ovest dell’abitato si trovano le chiese campestri di Santa Maria de susu e Santa Maria de josso. La prima, chiamata anche chiesa di Santa Maria Bambina, è tra le più antiche chiese del circondario. Fu eretta intorno all’anno 1000 probabilmente nello stesso periodo in cui fu realizzata quella di Santa Maria de josso che purtroppo crollò nel primo ‘900 e fu completamente ricostruita negli anni ’70.
Numerose testimonianze archeologiche attestano la presenza dei popoli che abitarono queste terre. A sud-est dell’abitato, ai piedi della collina di Corongiu Senes, sono visitabili le domus de janas, risalenti all’età dei primi metalli, e i resti del vicino nuraghe.
Tra i siti più interessanti si segnala il nuraghe di Abbagadda che conserva ben 6 metri d’altezza della torre principale e i resti del villaggio circostante. I suoi antichi abitanti furono sepolti nella vicina tomba dei giganti di cui è ancora visibile la camera funeraria.
PROGRAMMA: Autunno in Barbagia 2025 – Atzara
Un weekend tra storia, identità e tradizioni vive
La tappa di Autunno in Barbagia 2025 a Ollolai e Atzara rappresenta un’opportunità straordinaria per conoscere due paesi profondamente diversi ma uniti dalla stessa anima: quella della Barbagia più autentica. Grazie ai percorsi culturali, agli scorci storici e alle tradizioni millenarie, ogni visitatore può compiere un viaggio emozionante nel passato, vivendo allo stesso tempo l’accoglienza genuina delle comunità locali.
Date: 22 – 23 Novembre 2025
Luoghi: Ollolai e Atzara
Evento: Autunno in Barbagia 2025
Sito: cuoredellasardegna.it
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