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PIZZA – Domani la Giornata Mondiale di uno dei cibi italiani più gustati al Mondo

PIZZA – Domani la Giornata Mondiale di uno dei cibi italiani più gustati al Mondo

PIZZA – La mangiano 8 sardi su 10, spendendo 79 milioni di euro l’anno. In Sardegna operano quasi 2mila imprese del settore con oltre 3.500 addetti.

A sottolinearne il valore è Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna, che afferma: «La pizza è uno dei prodotti in cui maggiormente si esprime il valore artigiano e che rappresenta una tradizione profondamente radicata».

La pizza, infatti, continua a essere uno dei simboli più amati della gastronomia italiana, sia in Italia che all’estero.

Consumi e giro d’affari in Sardegna

La pizza viene consumata da 8 sardi su 10, con una spesa media che si avvicina ai 50 euro a persona all’anno, generando un giro d’affari complessivo di 79 milioni di euro.

Tonda o al taglio, alla pala o fatta in casa, farcita o semplice, extralarge o al trancio: domani la pizza celebra la sua Giornata Mondiale, istituita nel 2017, anno in cui ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte del Comitato UNESCO per la Protezione Culturale Immateriale.

Le imprese della pizza nell’Isola

Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio Stampa di Confartigianato Sardegna, la passione per la pizza fresca e autentica continua a prosperare anche nell’Isola.
Attualmente sono 1.916 le imprese attive nell’arte pizzaiola, con oltre 3.500 addetti, che contribuiscono a un’offerta ampia e diversificata capace di soddisfare ogni gusto.

Il valore artigiano secondo Confartigianato Sardegna

“In occasione della giornata dedicata a uno dei cibi più amati in assoluto – afferma Giacomo Meloni – celebriamo i pizzaioli artigiani che, grazie a competenza e dedizione, danno vita a creazioni uniche utilizzando materie prime regionali di altissima qualità”.

“In Sardegna, come in tutta Italia – aggiunge Meloni – la pizza rappresenta una tradizione profondamente radicata, trasmessa nel tempo e custodita da professionisti che ne preservano l’autenticità. Ogni pizza racconta una storia fatta di sapori veri, ingredienti freschi e abbinamenti che esaltano la straordinaria ricchezza culinaria e identitaria della nostra Isola”.

Dalle origini antiche alla pizza moderna

Fin dall’antichità, i pezzi di focaccia condita con salatini servivano come pasto semplice e gustoso per chi non poteva permettersi piatti più elaborati o per chi era in viaggio.
Da queste origini popolari, la pizza si è evoluta fino a diventare un prodotto iconico, simbolo della cultura gastronomica italiana nel mondo.

I gusti di pizza preferiti dagli italiani

Oggi non ci sono dubbi sui gusti più amati. La Margherita domina la classifica ed è scelta dal 59,2% degli italiani.
Al secondo posto si trova la Diavola con il 23,5%, preferita soprattutto dagli uomini (29% contro il 18% delle donne), nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni e consumata maggiormente nel Triveneto (30%) rispetto a Sud e Isole (18%).

Sul terzo gradino del podio si posiziona la Quattro Formaggi (22,8%), apprezzata in particolare dalle donne (25%, over 50) e più diffusa nel Nord Italia.
Tra gli altri gusti più amati, Capricciosa e Quattro Stagioni riscuotono maggior consenso tra gli over 50, con percentuali superiori al 20%.
Al settimo posto troviamo la Focaccia (15%), ideale come accompagnamento a piatti di salumi.

La pizza come pilastro del foodservice italiano

La pizza resta uno dei cibi italiani più popolari e rappresentativi del Made in Italy, oltre a essere uno dei prodotti centrali del foodservice italiano, mantenendo un ruolo chiave anche nei consumi all’estero.

I numeri della pizza in Italia

Secondo i dati rielaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna su fonte SIGEP, ogni anno in Italia vengono sfornate circa 2,7 miliardi di pizze.
La produzione comporta un utilizzo imponente di materie prime:

  • oltre 200 milioni di kg di farina

  • 225 milioni di kg di mozzarella

  • 30 milioni di kg di olio extravergine d’oliva

  • 260 milioni di kg di salsa di pomodoro

Nel 2024, il numero delle pizzerie attive ha raggiunto quota 88.793, con una crescita di quasi il 25% rispetto all’anno precedente. Il giro d’affari complessivo supera i 15 miliardi di euro.

I consumi restano elevati: il consumo medio annuo sfiora gli 8 kg pro capite, con una frequenza che per molti italiani equivale a mangiare pizza almeno una volta alla settimana.

Nuove tendenze: pinsa e pizza surgelata

L’andamento della domanda mostra picchi nei fine settimana, in particolare il sabato sera, momento clou per il settore.
Sul fronte dell’offerta, alla pizza classica si affiancano nuove proposte, tra cui spicca la pinsa, sempre più presente nel consumo domestico, con una crescita degli acquisti stimata intorno al +7% nel 2024.

Segnali positivi arrivano anche dal mercato della pizza surgelata, che nel 2024 registra un incremento di circa +3,7%, raggiungendo 66 mila tonnellate. Il canale retail guida la crescita, con vendite in aumento del +5,8% a volume e del +4,7% a valore, per un fatturato stimato di 570 milioni di euro.

Prezzi e differenze territoriali

Nel 2024, il conto medio di una serata in pizzeria – comprensivo di pizza, bevanda, coperto e servizio – è aumentato di circa +4% rispetto al 2023 e di +16% rispetto al 2021.
Persistono differenze territoriali significative, con costi più elevati nelle grandi città e nelle località turistiche.

La pizza nel mondo

Dall’Italia, la pizza si è diffusa in ogni angolo del pianeta. Gli americani sono i maggiori consumatori con 13 kg pro capite, mentre in Europa guidano gli italiani con 7,6 kg annui, seguiti da spagnoli, francesi e tedeschi.

All’estero operano 72 mila ristoranti e pizzerie gestiti da italiani, che generano oltre 27 miliardi di euro di incassi annui.

Il valore artigiano della pizza secondo Meloni

“La pizza è un tesoro del Made in Italy – riprende Meloni – è uno dei prodotti in cui maggiormente si esprime il valore artigiano”.
“La preparazione dell’impasto, la scelta accurata delle farine, l’uso di ingredienti a chilometri zero o di origine controllata e la crescente attenzione alle creazioni gourmet fanno della pizza una vera arte”.

“È uno dei pochi settori che non va in crisi – conclude – ma deve saper soddisfare un palato sempre più raffinato. La sfida per gli artigiani è mantenere qualità, tracciabilità e capacità di innovare, in una filiera che coinvolge primario, secondario e terziario”.

Il mercato mondiale della pizza

A livello globale, il mercato della pizza – tra ristorazione, take-away, delivery e prodotti industriali – ha raggiunto nel 2024 un valore stimato di oltre 150 miliardi di dollari, con prospettive di crescita fino a 210 miliardi di dollari entro il 2033.

Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per valore, con oltre 40 miliardi di dollari di fatturato annuo, mentre l’Italia resta il punto di riferimento culturale e qualitativo.

Un settore tra tradizione e innovazione

La pizza si conferma un prodotto capace di unire tradizione gastronomica, valore economico e innovazione.
Dalle pizzerie artigianali alle grandi catene, fino all’industria alimentare, il settore continua a evolversi puntando su qualità delle materie prime, sostenibilità, nuove tecniche di impasto e modelli di consumo sempre più digitali.

Un fenomeno che, partendo dall’Italia, continua a crescere e a raccontare nel mondo una delle storie di successo più iconiche del Made in Italy. 🍕

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